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| Giuseppe Sarti |
".....nel 1832, sulla Musikalische Allgemeine Zeitug compariva il biliare, ma non disarmato saggio di un compositore preclaro, Giuseppe Sarti: Esame acustico fatto sopra due frammenti di Mozart: precisamente, su due passi dei quartetti "haydini", in re minore, in do maggiore (che gli studiosi tedeschi chiamavano, con un residuo brivido di sgomento, Dissonanzenquartett).
Mozart era stato assai cordiale con il collega, fino a citarne un motivo nella chiusa del Don Giovanni (dai Due Litiganti su libretto di Goldoni) e scegliendone un tema, "come un agnello", e svolgere una elegantissima sere di variazioni per pianoforte.
Ma non aveva frenato le furie teoretiche d'un musicista che scorgeva il segno della depravazione, del "moderno", esattamente nell'adozione del temperamento equabile, attuata superbamente dal Wohltemperiertes Klavier bachiano, e divenuta, ai tempi di Haydn e Mozart, assolutamente irrefutabile e d'uso generale.
Sarti pensava alle modalità antiche, fondate sull'intonazione naturale, e non sul sotterfugio matematico proposto ai tempi di Andreas Werckmeister; e trovava conforto al suo venerabile arcaismo nel canto popolare, ascoltato nel soggiorno russo, e riprodotto anche in un opera teatrale, Oleg del 1790, composta con la collaborazione della zarina.
Restò tutta la vita convinto che la musica contemporanea fosse tale da "faire boucher les oreilles".
.....(omissis).....
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| Stravinskij |
La suddivisione anomala dell'ottava (aborrita da Sarti nella moderna scala cromatica) risaliva al Rinascimento, con Francisco de Salinas..., Tintoris e Nicola Vicentino: la sua suddivisione in 31 gradi restando, fino al Novecento, meramente teorica. Se non, forse, in talune musiche per archicembalo, uno strumento fatto da lui costruire, e che non raggiunse la soglia dell'assuefazione, vale a dire la necessità storica. Si ricorderà come Stravinskij fosse certo che di uno strumento analogo si valesse Carlo di Venosa, ricercandolo, nella sua visita al castello di Gesualdo, senza trovarlo."
(Passim, da Mario Bortolotto, Corrispondenze - Milano, 2010)