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"Sto diventando un po' troppo critico per potermi illudere ulteriormente di avere qualche talento" - F. Nietzsche


"Musica est exercitium aritmaeticae occultum nescientis se numerari animi“

- G.W. Leibniz


"I pecoroni non vogliono diventare padroni del loro lavoro!" - C.T.


"Tutta la musica è contemporanea."

mercoledì 20 maggio 2015

CO2 di Giorgio Battistelli al Teatro alla Scala



Giorgio Battistelli ha un acuto senso del Teatro e della drammaturgia.
I suoi  lavori sono sempre ispirati a soggetti di grande efficacia, perché ben conosciuti dal pubblico per le precedenti celebri versioni cinematografiche (Prova d'orchestra, Teorema, Miracolo a Milano, Divorzio all' italiana) o perché trattano, sia pur metaforicamente, temi importanti, quali il Potere, il Lavoro (Riccardo III, Experientum Mundi).
Per il Teatro alla Scala ha scritto un lavoro che richiama i temi dell' EXPO che in questi mesi si svolge nella città: non solo la nutrizione e i problemi della sua produzione ed equa distribuzione, ma sopratutto la sostenibilità a lungo termine della vita stessa del pianeta e dei suoi abitanti, umani e animali. 
Tema estremamente ambizioso, probabilmente il più alto che possa oggi trattare un artista, all'incrocio tra scienza e filosofia.
Come sintesi delle tematiche affrontate nell'opera, consiglio di leggere qui la scheda molto interessante scritta da Ian Burton per il sito del Teatro.

martedì 21 aprile 2015

Claudio Abbado: Homo Faber o cantore del Tramonto dell'Occidente?

Ho appena finito di leggere questo libro, che mi pare il rendiconto abbastanza sommario ma fedele di una vicenda umana e artistica esemplare, vissuta nel fuoco dell'attualità, interpretando la temperie socio/culturale con coraggio e passione utopistica.
Abbado fu innanzitutto homo faber, e si fece creatore di opere non solo artistiche ma anche istituzionali.
Fu alto interprete del suo tempo in un periodo (anni ca.1960-2000) caotico e tormentato, ma traboccante di fermenti artistici. Gli è capitato di nascere e vivere nel momento "giusto", e strada facendo ha inventato gli strumenti per realizzare le sue aspirazioni, che forse in altro contesto storico non avrebbe nemmeno immaginato.
Non intendo affatto con questo sminuire il suo valore.
Dico solo che oggi noi siamo invece immersi in una nebbia nella quale orientarsi, intravvedere il cammino da percorrere è più difficile. Dopo la grande crisi bellica e lo sconvolgimento culturale post-bellico, il bisogno di rimettere al giusto posto valori e priorità era impellente e chiaro per tutti.
Oggi viviamo ancora nel fall-out, nell'eco sempre più lontana di quella esplosione, e siamo in un no-man's-land nel quale si intravedono già i futuri sconvolgimenti sociali e culturali, ma questi sono ancora abbastanza distanti, non ci colpiscono ancora direttamente, rifugiati come siamo nelle nostre ridotte sempre più anguste e cieche, ma in grado ancora per un po' di proteggerci.
Oggi, a voler urlare a voce alta che la catastrofe prossima ventura è già qui, fuori dalla nostra porta, si viene presi per pazzi. Ci è dato in sorte di vivere in questa illusoria oasi storica, nella quale le forze telluriche che squasseranno il nostro mondo stanno ancora accumulandosi sottoterra, e noi possiamo ancora per un po' occuparci delle nostre meschine "carriere" personali, o di musichette da ballo per far divertire e distrarre i passeggeri del Titanic sul quale navighiamo.
Tornando al libro: mi pare indulgere eccessivamente nel dipingere Abbado come il cantore del "Tramonto dell'Occidente", una specie di Tiresia che vede solo il Negativo e la Fine della Civiltà.
Se ha dato questa impressione, sopratutto nel periodo centrale, scaligero, della sua carriera, è perché si è assunto il compito (e il dovere storico) di rimettere al posto che loro competeva certi compositori della "Krisis" mitteleuropea dimenticati dalla nostra troppo spensierata borghesia melomane.
Un ultimo appunto sull'autore del libro: è per me incomprensibile, e a tratti fastidioso, questo utilizzare spesso un linguaggio misterico, filosofeggiante, che mi pare forzare le intenzioni e le interpretazioni di Abbado (perfino sull'opera comica rossiniana!) in un contesto tragico da Finis Historiae.
Non sono sicuro che il Maestro avrebbe approvato.

venerdì 27 febbraio 2015

Schoenberg e Korngold, Il sogno infranto della "Felix Austria"



Ho preparato questo testo per un concerto da me diretto il 17 Febbraio 2015 con L'Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, nella serie Discovery. La serata prevedeva una introduzione storico/critica con esempi musicali. Parte del testo che qui sotto riporto era destinata al libretto di sala, parte alla mia presentazione orale prima dell'esecuzione delle opere musicali. 
Il programma era il seguente: 
Gustav Mahler - Blumine, movimento sinfonico (1883-1888)
Arnold Schoenberg - Kammersymphonie II op.38 (1906-1940) 
Franz Schubert/Anton Webern - Deutsche Tänze D820 (comp. 1824 - arr. 1931) 
Erich Wolfgang Korngold - SUITE aus Shakepeare  "Viel Lärmen Um Nichts" op 11 (1918) 
Pubblico ora qui il testo, pensando che forse potrebbe interessare in particolare a chi volesse leggere una abbastanza approfondita descrizione formale della II Kammersymphonie op.38 di Arnold Schoenberg, e le note storico-biografiche su Erich Wolfgang Korngold. Buona lettura! 

lunedì 29 dicembre 2014

RepertorioZero, il pendolo della Storia da che parte va?


Se dovessimo riassumere in una parola l’impressione principale avuta all’ascolto del concerto di Repertorio Zero, senza temere di cadere nella retorica, si potrebbe usare – senza alcuna ironia – la parola Coraggio. Repertorio Zero é un gruppo di compositori, informatici musicali, strumentisti, nato principalmente intorno a un’idea semplice quanto rischiosa, e forse utopistica: inventare una nuova liuteria, cioé nuovi strumenti musicali, “acustici” o assistiti dal medium informatico, adeguati allo stato dell’arte della ricerca musicale contemporanea; e insieme inventare il repertorio per valorizzarli. 

lunedì 3 novembre 2014

L'altroieri i compositori italiani popolari in tutto il mondo erano Verdi, Puccini. Oggi Albano, Celentano, Ramazzotti. Non é un po' strano? E perché succede?


Lo so, dico una grandissima banalità, ma il problema rimane, grosso come una casa, ed è il seguente.
In tutto il mondo quando dici "Italia" ti rispondono "Cultura" "Rinascimento", Michelangelo, Raffaello, Leonardo, Verdi, Puccini. Ma per quanto riguarda in particolare i musicisti/autori contemporanei, i nomi oggi celebri in tutto il mondo sono Albano, Celentano, Ramazzotti e così via. Dimenticavo Ennio Morricone, mi si fa osservare. Giusto. Ma non è un musicista "puro": o meglio lo è, ma la sua celebrità l'ha ottenuta come autore di musiche (bellissime) da film, mentre la sua produzione "pura" rimane sconosciuta, cosa della quale lui stesso si duole moltissimo. 
E il fenomeno  di cui  parlo non è limitato al nostro paese: dovendo nominare un compositore celebre ad esempio di area germanica (la nazione musicale per eccellenza) dopo Wagner, Schumann, Strauss, Mahler, chi nominereste?

giovedì 23 ottobre 2014

Fabio Cifariello Ciardi , “VOCI VICINE” a Reggio Emilia: l’urlo e la rabbia di un paese in crisi di nervi.


Fabio Cifariello Ciardi é un compositore che percorre un cammino originale e personale nel panorama della musica contemporanea. Mi ero già occupato in questo stesso blog di una sua interessante e curiosa composizione per strumenti e elettronica, Nasdaq Match.
Questa volta sono stato a Reggio Emilia a vedere il suo nuovo lavoro, VOCI VICINE, presentato nell’ambito del Festival “Aperto”.
L’autore giustamente non definisce Opera, o video-Opera - infatti non vi figurano cantanti - questo lavoro per giornalista narrante (Gad Lerner, in questa occasione), video, ensemble strumentale e elettronica; bensì Passione, facendo preciso riferimento alla temperatura emotiva e  tragica del tema di cui  tratta.

lunedì 20 ottobre 2014

Fare il "compositore contemporaneo" è un MESTIERE ?


Ogni tanto mi capita di essere destinatario delle amare riflessioni di compositori più o meno miei coetanei che raccontano di essere stati manipolati, terrorizzati, o addirittura di aver avuto "tagliate le gambe" o di essere stati pesantemente ostacolati psicologicamente nella loro formazione creativa dai loro Maestri di Conservatorio, tipicamente gli esponenti di punta delle "avanguardie" degli anni '70. 
A loro dire, chi dichiarasse di amare Schumann o pretendesse di analizzare in classe che so, Schubert,  veniva fatto oggetto di sprezzanti commenti, di pubblico disonore. Peggio succedeva a chi scrivesse musica tonale o usasse triadi consonanti, pur magari in un contesto di non rigorosa armonia "tradizionale"; e se in una composizione atonale o seriale - di rigore in quegli anni negli ambienti accademico/ conservatoriali- venisse reperita qualche ottava o, peggio che andar di notte, raddoppio di ottava o di unisono nell'orchestrazione, scattava l'ostracismo e l'accusa di essere reazionario se non "fascista"! 
Insomma, secondo questi racconti, pare che in alcune classi di composizione di quel periodo vigessero delle regole Zdanoviane; che i giovani compositori fossero tutti dei piccoli Shostakovic torturati dai torvi Ispettori del Ministero della Cultura Popolare, e che molti brillanti compositori in erba fossero a tal punto condizionati, choccati dal terrorismo psico/ideologico dei loro Maestri,  da smettere di studiare o di scrivere musica. 

COSA VERAMENTE PENSAVA SCHOENBERG

L'allievo (e celebre violinista) Rudolf Kolish mandò al Maestro una dettagliata analisi del suo IIII quartetto. Schoenberg lo loda ma risponde: 
"Dev'essere stata una faticata, e non credo che io ne avrei avuto la pazienza. Ma credi poi che servirà a qualcosa sapere come è fatto? Non posso stancarmi di deplorare l' eccessiva importanza che si dà a queste analisi. Esse hanno tutt'al più come esito quel che ho sempre combattuto: l'accorgersi di come è fatto; mentre ho sempre cercato di aiutare a comprendere che cosa È !
È quel che ho più volte tentato di spiegare a Wiesengrund, e anche a Berg e a Webern. Ma non mi danno ascolto. Non posso stancarmi di ripeterlo: le mie opere sono composizioni dodecafoniche, e non composizioni dodecafoniche."

giovedì 23 gennaio 2014

In certe curve del tempo: Claudio Abbado e Luciano Berio
















Nella vita di ciascuno vi sono momenti nei quali fatti e accadimenti esterni inducono riflessioni che possono farci ritenere di vivere una svolta che si potrebbe definire storica, un cambio di epoca.
Per me, due fatti recenti apparentemente sconnessi tra loro, ma legati da una trama  sottile di pensieri personali: la pubblicazione degli scritti di Luciano Berio, che coprono un arco temporale di oltre cinquanta anni,  e la scomparsa di Claudio Abbado.
Due musicisti italiani, ma cosmopoliti, e particolarmente consapevoli della necessaria coincidenza tra la dimensione artistica e quella civile della loro professione.
Convinti che la musica non sia intrattenimento ma autentico strumento di conoscenza e promozione sociale.
I loro percorsi così unici e irripetibili si sono incrociati ben poche volte, a quanto io  sappia, ed é  un vero peccato. 

lunedì 7 ottobre 2013

Girate la manopola FM della vostra radio, e rabbrividite


Scorrete su e giù la sintonizzazione della vostra radio: vi imbatterete prevalentemente in fenomeni sonori che vengono chiamati e considerati "musica", "canzoni", ma che io considero tragici sintomi di una patologia di massa probabilmente ormai inguaribile, che ha infettato il nostro ambiente e le nostre menti in modo irreversibile. Sono clichées formali di un conformismo tragico e inquietante, dove la variante è la stessa del piumaggio delle galline allevate in prigionia a milioni e poi crudelmente uccise: un conformismo estremo, da campo di concentramento; sono gesticolazioni vocali insensate, scimmiottamenti di gesti che in altre culture, in altri tempi e contesti ( il rock degli inizi, il blues, ecc) avevano un loro senso, ma che oggi sono deprivati di qualsiasi ragione espressiva profonda, senza più alcun senso nè forza, ridotti a scheletri mummificati, cadaveri che ci vengono presentati come creature vive; sono "testi poetici", "liriche" che denunciano la regressione psicotica dei loro autori, descrivono un mondo mentale il cui infantilismo regressivo è aggravato dal totale annichilamento della sana e normale dimensione creativa e fantastica tipica dell'infanzia. Tutto ciò oggi viene spacciato, anche dalla dòxa di sinistra e "progressista", come Musica, catalogata ed etichettata in "generi", "tendenze", venduta come merce: mentre invece è un virus, una terribile malattia mentale che ci fanno comprare, e che ci contagia tutti, ci condanna al non-senso, alla perdita della ragione, della bellezza, della vita. 
Se volete, con spavento, rendervi conto pienamente del fenomeno che mostra con più tragica evidenza lo stato di prostrazione psichica e morale al quale può condurre un certo capitalismo, un certo tipo di mercato, una certa "civiltà industriale", girate la manopola FM della vostra radio, e rabbrividite.

venerdì 1 febbraio 2013

Giampaolo Testoni: il coraggio di rivendicare uno "Stile Italiano"

Fortunatamente vi sono ancora artisti che esprimono il loro punto di vista  sulla loro disciplina e sulla situazione attuale con linguaggio appassionato, caldo, senza fumisterie intellettuali, ma solo animati dalla loro sete artistica, e dalla fiducia che "la Bellezza può salvare il Mondo". 
Ho intercettato questa riflessione/ confessione che il compositore Giampaolo Testoni ha recentemente composto di getto, quasi in forma epistolare privata, nell'ambito di una discussione con suoi colleghi. L'irruenta, passionale esposizione, non priva di giudizi taglienti e di osservazioni nette e decise, talvolta apodittiche ma mai ipocrite, mi ha colpito per la  sua genuinità e per la lucidità della visione. Ho chiesto e ottenuto dall'Autore il permesso di pubblicarla qui, nell'intento di fornire un contributo, forse provocatorio, ma certo sincero,  alla discussione su "dove va la musica di oggi".  

Giampaolo Testoni è un compositore milanese. Esponente tra i più significativi del movimento dei cosidetti "Neoromantici" degli anni '80, ha al suo attivo opere per il teatro, sinfoniche, da camera e musiche per balletto. 
Il suo sito :

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NOTA SU ALCUNI AUTORI MODERNI 
di Giampaolo Testoni (1 febbraio 2013)

Io sono notoriamente un vorace e curiosissimo ascoltatore del lavoro dei miei colleghi e in generale degli autori che non conosco o conosco poco. Lo faccio per il piacere di riceverne stimoli e idee che possano aiutarmi a perseverare nelle mie ricerche formali; ho ascoltato per anni autori come Henze o Schnittke e poi anche Part, che negli anni Ottanta era così in voga anche in Italia.

domenica 13 gennaio 2013

Musica Forte, Colta, d'Arte, Classica, o come altro chiamarla?


Il Corriere Musicale.it ha recentemente ospitato un mio intervento. 
Clicca sul link per leggerlo. 


Il Postmoderno che voleva «Abbado come Springsteen»


Oggi sembra essere politically correct superare la distinzione tassonomica tra i generi leggera/pesante, classica/contemporanea e così via, in nome della buona musica. Ma, si chiede lo studioso Edward Docx, «come si fa a distinguere la spazzatura da ciò che non lo è?»


sabato 2 giugno 2012

Si possono ancora eseguire le Sinfonie di Beethoven? L'intervento di Gilberto Serembe


Uno stimatissimo e colto collega, Gilberto Serembe, commentava così, su Facebook, il concerto sinfonico in diretta televisiva di una grande orchestra italiana, diretto da un grande Maestro, alle prese con un grandissimo capolavoro del sinfonismo classico, la IX Sinfonia di Beethoven:
Che tristezza vedere all'opera un grande direttore che è ormai l'ombra di sé stesso. Appesantito dalla fatica e opacizzato dalla routine. E che tristezza ascoltare un capolavoro assoluto condotto con approssimazione, grevità e spesso con imprecisione nell'assieme. Se poi aggiungiamo una grande orchestra e un coro che esprimono un risultato da prima lettura, la tristezza è triplicata.
Non avevo assistito alla trasmissione, ma non mi sorprendevano queste parole dettate da una delusione profonda, dall'amarezza per una occasione artistica, a  parere del loro autore, sprecata.
E' perchè  mi hanno ricordato un'altra, recente esecuzione sinfonica beethoveniana in diretta TV, (sempre grande orchestra e grande direttore) alla quale avevo assistito recentemente, e che mi era parsa talmente routinesca da assomigliare a uno di quei concerti-in-trasferta-senza-prove che gli orchestrali, sempre causticamente spiritosi, sono soliti chiamare cinicamente spedizioni punitive:  e così, senza troppo rifletterci su,  mi è uscita dal cuore una provocazione:
La verità (a mio parere) è che forse bisognerebbe lasciar stare le sinfonie di Beethoven, almeno per una decina di anni. Sono inflazionate, non se ne può più, nè le orchestre, nè i direttori, nè il pubblico. Ormai è museo.
Ne è scaturita una interessante discussione, che ho chiesto all'amico Serembe di riassumere in un breve intervento  per questo  blog. 
Lo pubblico qui sotto, con i miei più sentiti ringraziamenti per il prezioso contributo. 

giovedì 31 maggio 2012

Ecosistema Musicale Virtuale: una vecchia idea balzana, ma affascinante


Un progetto di  Ecosistema Musicale Virtuale
nel bicentenario della nascita di Charles Darwin (1809) 
In anni  recenti è tornato  d'attualità sui grandi  mezzi di comunicazione il dibattito tra Creazionisti ed Evoluzionisti.
Come sappiamo, la materia del contendere risiede sostanzialmente nella domanda se all'origine della biosfera vi sia un Disegno Intelligente elaborato dal volere di un Ente superiore  ed esterno alle forze puramente "naturali" che operano nel mondo, oppure se l'emergere della vita, sul nostro come molto probabilmente su innumerevoli altri pianeti dispersi nelle galassie, sia causata da un Evento avvenuto “casualmente” ( il primo sorgere di amminoacidi, base della chimica organica) che, pur se apparentemente molto improbabile, al contrario risulta statisticamente certo se considerato nella scala temporale della storia di questo pianeta, che ammonta a quanto si sa a parecchi miliardi di anni.

giovedì 17 maggio 2012

MACAO - Milano: vero laboratorio creativo, o effimera utopia spontaneista?

Oggi sono andato nuovamente a visitare Macao. Sono giornate dense, piene di colpi di scena, ed è  difficile tener dietro  all'evolversi della situazione, che riserva continue sorprese. Ma andiamo  con  ordine. Il 5 maggio 2012, un gruppetto di giovani "lavoratori delle arti" ha occupato - forse a seguito di un progetto lungamente meditato e preparato, forse sospinti  da uno scoppio di  spontaneismo ribellista - nientemeno che un maestoso grattacielo di 30 piani, vicino alla Stazione Centrale di Milano, abbandonato da 15 anni e attualmente di proprietà di una delle società finanziarie/assicurative di Salvatore Ligresti, il noto costruttore titolare negli anni di una infinità di iniziative immobiliari cittadine, e attualmente coinvolto in una procedura fallimentare chiesta dalla Procura milanese, oltre che in indagini giudiziarie legate alle sue attività, diciamo così, con un prudente eufemismo, affaristiche. 

mercoledì 9 maggio 2012

Permettetemi qualche cattiveria sul "concertone sindacale" del 1 Maggio


Mi occupo un po' in ritardo di una cosa che è successa giorni fa, ma siccome capita ogni anno, diciamo che con questa riflessione mi porto  avanti  col lavoro  per l'anno prossimo: stesso luogo, stessa data.  
Infatti, anche quest' anno, il "concertone sindacale" del 1 Maggio si è abbattuto come uno tsunami su di noi. 10 ore di musica in piazza, davanti alla Sacra Basilica. L' Evento suscita molte domande, e qualche riflessione amara. 
Innanzitutto, bisognerebbe chiedersi: ma i sindacati non hanno il compito precipuo di difendere e sostenere i diritti dei lavoratori nei luoghi di lavoro, nelle trattative contrattuali, nel confronto con "le parti sociali"? Che cosa c'entra con tutto ciò l'organizzazione del concertone del 1°maggio? 
E' compensibile che i sindacati cerchino, legittimamente, il consenso delle popolazioni giovanili non sindacalizzate: ma nel farlo dovrebbero astenersi  dall'ammannir loro, ogni anno, la consueta sfilata di rockettari più o meno democratici e "de sinistra". Ancora più imbarazzante se condita da un delirio di banalità e slogan autoconsolatori quali "oggi è la festa del lavoro! Se voi siete disoccupati la colpa è della classe dirigente che non ha studiato!" (??!)  

Uno sciocco titanismo, per una causa giusta


Questa foto forse NON E' un montaggio:  ritrae presumibilmente un grande concerto che vede suonare "insieme" molti  dei giovani musicisti del Sistema venezuelano sotto la guida del loro celebre direttore Gustavo Dudamel, e suscita in me varie riflessioni etiche (ebbene, sì, etiche) e logistico/tecniche: 

lunedì 23 aprile 2012

"CIRCUITO MUSICA", la nuova start-up della promozione musicale

La crisi e le difficoltà finanziarie avanzano, la disoccupazione cresce. I musicisti non sono esenti dal subirne le conseguenze, anzi, insieme ad altre categorie di precariato sono forse tra quelli che più soffrono della mancanza di risorse destinate alla cultura e alla musica nel nostro paese. E così, mentre i teatri d'opera languono nell'indigenza, tra comissariamenti e tagli alla produzione, mentre anche le maggiori orchestre soffrono, mentre il mercato del lavoro "vero" (cioè stabile, degnamente retribuito) si riduce ai minimi termini,  tra quelli che non si vogliono arrendere alle difficoltà molti fanno le valigie per cercare all'estero miglior fortuna, e a volte la trovano. Mentre altri preferiscono rilanciare e, pur rimanendo nel nostro Paese, gettano il cuore oltre l'ostacolo con un progetto ambizioso, come sembra essere questo CIRCUITO MUSICA. Vediamo che cosa è.

domenica 8 aprile 2012

"...svolta epocale del tempio del classicismo" (maddechè??)

Per una volta ci occupiamo di cronaca spicciola.
Vasco alla fine c'è riuscito. Ha dribblato lo sciopero che i sindacati avevano indetto alla "prima", e il  balletto "L'altra metà del cielo" con le sue musiche ha debuttato alla Scala, con grande, prevedibile successo. Così, le cronache. 
Il Blasco, verso il quale nutriamo sentimenti alquanto contradditori (metà simpatia per il poeta/cantastorie popolar-emiliano che si nasconde sotto il travestimento da tamarro; metà irritazione per la decrescente lucidità mentale, che con l'età è sempre più inversamente proporzionale al crescente narcisismo) ha subito esternato l'impellente gioia, con queste parole testuali, che potete leggere, ad esempio, QUI

venerdì 6 aprile 2012

Come potrebbe cambiare il sistema produttivo dell'opera lirica contemporanea

Un paio di settimane fa è uscita su The Telegraph la recensione dell'ultima opera della compositrice Judith Weir, Miss Fortune.
L'articolo si intitola, brutalmente:  L'ennesima brutta Opera moderna al Covent Garden. Perchè alla Royal Opera House è permesso di  buttare i soldi dalla finestra?
L'autore,Igor Toronyi-Lalic, piuttosto che criticare l'Autrice dell'opera, se la prende con i dirigenti  del teatro che a suo parere incorrono troppo spesso nell' incauto errore di programmare costose produzioni operistiche senza preventivamente controllare la qualità artistica del libretto, della musica, delle scene etc. E giunge ad auspicare l'importazione, nei teatri d'opera in  Europa, dei metodi  produttivi di Hollywood o Broadway. 

martedì 3 aprile 2012

La Peste intacca anche la Germania della musica sinfonica

La Peste intacca perfino la Germania della musica sinfonica. Noi italiani, che ne siamo ammalati da decenni, conosciamo bene questa malattia. 
Aiutiamo i nostri amici tedeschi ad affrontarla. 
Firmiamo qui la petizione per scongiurare il taglio dei finanziamenti alle orchestre sinfoniche.
http://www.orchesterretter.de/startseite.html


(traduzione maccheronica)
Diciamo "No" al degrado culturale!
LA SWR ha annunciato radicali misure di riduzione dei costi nelle sue due orchestre. La Stuttgart Radio Symphony Orchestra e l'Orchestra Sinfonica di Baden-Baden e Friburgo sono minacciate nella loro esistenza. Presto saranno prese decisioni vincolanti.
Noi sostenitori, associazioni e i gruppi di amici dell'orchestra e del Baden-Wuerttemberg intendiamo respingere questo piano ! Ci proponiamo di preservare le orchestre presso le loro sedi e il loro alto livello artistico.
La SWR deve continuare a soddisfare la missione costituzionalmente necessaria culturale di radiodiffusione pubblica.
Lotta con la tua firma contro l'
imminente crollo culturale!


Ultim'ora: anche il blog inglese Boulezian dà la notizia, allarmato,
e invita a firmare la petizione. 

mercoledì 28 marzo 2012

WE,THE PEOPLE: tre autori americani del XX e XXI secolo

In preparazione del concerto che l' Ensemble da camera dell'Accademia della Scala terrà sabato 31 Marzo alle 16,00 presso il Teatro alla Scala, http://www.teatroallascala.org/it/stagione/concerti/2011-2012/concerti-accademia/ensemble-camera-rivolta.html, con queste composizioni  in programma: 
Michael Torke - Music on the floor
Steve Reich - Double Sextet
Aaron Copland- Appalachian spring
(suite),
ho partecipato alla trasmissione Ultimo Grido di Radio Classica nella quale, insieme al conduttore Luca Ciammarughi, ho presentato  il concerto. 
E' possibile ascoltarla su youtube cliccando qui.

Ho anche  preparato un breve scritto (non specialistico) per il libretto di  sala. Forse qualcuno sarà curioso  di leggerlo. Eccolo.

venerdì 3 febbraio 2012

THE BEATLES - REVOLUTION # 9 per ensemble!

Questa non me l'aspettavo proprio: ma devo prima spiegare l'antefatto...

La mia copia originale, in vinile, del White album dei Beatles (1968) è ancora lì, la copertina mezza sbriciolata, ma i dischi ancora salvi, custoditi con somma cura in mezzo ai tanti long-playing dimenticati, di un altra era geologica. Quando avevamo i calzoni corti e andavamo a letto dopo CaroselloI solchi dei due vinili (era un LP doppio! forse il  primo  della storia discografica) sono consumati dalle migliaia di volte che li ho ascoltati, il fruscìo è fortissimo e qualche volta la puntina salta. Ma l'unica "canzone" che si è un po' salvata dall'usura è Revolution#9.

martedì 31 gennaio 2012

Ascoltare la musica "elettroacustica": una esperienza di sorprendente purezza

" Il est clair que l’art deviendra dans quelques siècles un pur divertissement, et que l’art véritable, qui est la préparation de l’homme à une vie supérieure, sera alors le propre d’un petit groupe ésotérique réfugié dans l’underground."
K. Stockhausen, 1974



Un lunedì sera d'inverno, una folla composta per lo più di giovani si accalca in coda all'ingresso di una sala in pieno centro, disciplinatamente attendendo di acquistare il (economico) biglietto d'ingresso. A prima vista l'atmosfera potrebbe assomigliare a quella, mettiamo, che uno si immagina di trovare all' entrata  di una discoteca o di un concerto rock: ma forse molto, molto più ordinata. Dopo un po' si  capisce che il pubblico è talmente numeroso che moltissimi non riusciranno a entrare, e gli organizzatori si vedono (con loro grande sorpresa e piacere, immagino) costretti ad annunciare la replica della serata lunedi prossimo. 
Dunque che cosa è questo "evento" che richiama così tanti giovani? E' il concerto inaugurale dell'Acusmonium SATOR allestito presso il Centro culturale San Fedele di Milano, per impulso  del suo Direttore delle attività musicali Antonio Pileggi, con la collaborazione di Giovanni Cospito  e Dante Tanzi.

sabato 28 gennaio 2012

Quante cattedre di composizione servono in un conservatorio?


Chiedo anticipatamente scusa se quanto segue spiacerà a qualcuno, perchè l'argomento è spinoso; ma voglio pormi pubblicamente delle domande volutamente ingenue, e chiedere ai lettori un aiuto per chiarirmi le idee. La questione riguarda l'adeguatezza del "offerta formativa" dei Conservatori di Musica rispetto alla popolazione scolastica e rispetto al "mercato del lavoro". La domanda nasce da una circostanza casuale: sere fa con alcuni colleghi abbiamo provato a elencare il numero di cattedre di composizione di alcuni conservatori di nostra conoscenza. Abbiamo fatto fatica a contarle, il loro numero fa spavento. Una quantità apparentemente fuori controllo, che sembra non avere più alcun rapporto con il mondo esterno, nemmeno potenzialmente, nemmeno in modo virtuale.


martedì 24 gennaio 2012

Ai musicisti degli Enti Lirico-Sinfonici è vietato svolgere lavoro autonomo.


Salvatore Nastasi, Direttore Generale per lo Spettacolo dal Vivo del Ministero Beni Culturali, ha emesso il 10 Gennaio 2012 una circolare, che vedete anche qui di fianco, con la quale si ribadisce  che dal 1 Gennaio 2012 è fatto divieto ai dipendenti degli Enti Lirico-Sinfonici di svolgere attività concertistica autonoma. La circolare specifica che il divieto  è in vigore in mancanza della sottoscrizione del Contratto Nazionale di lavoro degli  Enti suddetti, come previsto dall' Art. 3 della LEGGE 29 giugno 2010, n.100 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2010, n.64, recante disposizioni urgenti in materia di spettacolo e attivita' culturali
Naturalmente la cosa ha suscitato un'ondata di reazioni e il problema, spinoso e complesso, presenta due aspetti principali: uno giuridico/ politico, diciamo così, l'altro di merito.  Vediamo di sciogliere i punti principali della matassa.

venerdì 20 gennaio 2012

I contributi del Ministero dei Beni Culturali al settore musica per il 2011: la sintetica analisi di un comune cittadino


E' stato reso pubblico recentemente il documento con il quale il Ministero dei Beni Culturali determina i finanziamenti da erogare alle attività musicali per l'anno 2011.
I membri della Commissione Consultiva Musica si  possono conoscere dal sito della Fondazione Prometeo di Parma. Questo invece  è il link al documento del Ministero. 
Premesso che il vostro redattore non è molto competente in materia di provvedimenti legislativi a favore delle attività musicali (e ciò è imperdonabile), e quindi può darsi che alcune apparenti lacune del documento siano conseguenza di vincoli legislativi che gli sfuggono, per una volta ha preso carta e matita, e con santa pazienza si è messo a spulciare la lunga lista con gli occhi del semplice appassionato di musica che vuole sapere come e dove vengono distribuiti i soldi dei cittadini italiani. Era nostro dovere farlo, per onorare un blog che si chiama Musica, Società, Mercato. Ecco dunque la nostra sintetica analisi commentata. Speriamo che vi sia almeno utile per farvi un 'idea, se avrete la pazienza di leggerla fino in fondo. 

mercoledì 18 gennaio 2012

Corsi e ricorsi storici nella querelle tra "antichi" e "moderni"

Giuseppe Sarti
".....nel 1832, sulla Musikalische Allgemeine Zeitug compariva il biliare, ma non disarmato saggio di un compositore preclaro, Giuseppe Sarti: Esame acustico  fatto sopra due frammenti di Mozart: precisamente, su due passi dei quartetti "haydini", in re minore, in do maggiore (che gli  studiosi  tedeschi chiamavano, con un residuo brivido  di  sgomento, Dissonanzenquartett).
Mozart  era stato  assai cordiale con il collega, fino a citarne un motivo  nella chiusa del Don Giovanni (dai Due Litiganti su  libretto di  Goldoni) e scegliendone un tema, "come un agnello", e svolgere una elegantissima sere di  variazioni  per pianoforte. 
Ma non aveva frenato le furie teoretiche d'un musicista che scorgeva il segno della depravazione, del "moderno", esattamente nell'adozione del temperamento equabile, attuata superbamente dal Wohltemperiertes Klavier bachiano, e divenuta, ai tempi di Haydn e Mozart, assolutamente irrefutabile e d'uso generale. 
Sarti pensava alle modalità antiche, fondate sull'intonazione naturale, e non sul  sotterfugio matematico proposto ai tempi di Andreas Werckmeister; e trovava conforto al suo venerabile arcaismo nel canto popolare, ascoltato nel soggiorno russo, e riprodotto anche in un opera teatrale, Oleg del 1790, composta con la collaborazione della zarina.
Restò tutta la vita convinto che la musica contemporanea fosse tale da "faire boucher les oreilles".
.....(omissis)..... 
Stravinskij
La suddivisione anomala dell'ottava (aborrita da Sarti nella moderna scala cromatica) risaliva al Rinascimento, con Francisco de Salinas..., Tintoris e Nicola Vicentino: la sua suddivisione in 31 gradi restando, fino al Novecento, meramente teorica. Se non, forse, in talune musiche per archicembalo, uno strumento fatto da lui costruire, e che non raggiunse la soglia dell'assuefazione, vale a dire la necessità storica. Si ricorderà come Stravinskij fosse certo che di uno strumento analogo si valesse Carlo di Venosa, ricercandolo, nella sua visita al castello di Gesualdo, senza trovarlo."

(Passim, da Mario Bortolotto, Corrispondenze - Milano, 2010) 

martedì 17 gennaio 2012

"Si è nella storia fino a quando si ha la capacità di incidere realmente nella società"

Con molto piacere pubblico su questo blog un articolo che il musicologo  e compositore Giovanni Guaccero ha scritto nel lontano 1999 (!!), e nel quale con coraggio, e in anticipo di parecchi anni, traccia una analisi storico/sociologica,  precisa e lucida, dello stato della Mus.Cont. in Italia, e una sintetica ipotesi  di lavoro per il futuro.
L'idea che "quella" certa Mus.Cont. sia in grande crisi è ormai stata digerita dalla maggioranza dei musicisti e del pubblico: meno da coloro che per convenienza personale, o per convinzione ideologica, non si  decidono ancora  a consegnare alla Storia e alla musicologia un fenomeno che sembra aver sostanzialmente esaurito la sua "forza propulsiva". Ma la storia è testarda, e va avanti comunque. Nel frattempo, dato che sempre nuove generazioni di appassionati e di  ascoltatori si  affacciano alla scena del mondo,  sarebbe buona cosa eseguire con maggiore frequenza, come si  fa per qualsiasi altra parte del repertorio "classico", le opere importanti dell'avanguardia storica, i veri "capolavori". E ce ne sono moltissimi  che, sfortunatamente, si ascoltano raramente dal vivo, almeno  nel nostro paese. Sarebbe bene introdurli regolarmente nel "repertorio", insieme alla letteratura classica e antica, in prospettive e abbinamenti storico/ musicologici nuovi e creativi. 
Smettendo però, finalmente,  di  chiamarli  Musica Contemporanea.
Per chi  fosse interessato , sul sito dello  stesso  Guaccero sono reperibili altri interessanti interventi dello stesso periodo su questo argomento, più articolati e approfonditi, e in particolare  "Musica contemporanea, stile novecentesco e nuove generazioni" e "La ricezione della musica contemporanea". Ne consiglio vivamente la lettura, ringraziando Giovanni Guaccero per la cortese disponibilità.  

mercoledì 11 gennaio 2012

Il parere dei lettori: la musica contemporanea forse non è morta, ma......

Matthias Stom- La guarigione di Tobia
Accademia Carrara, Bergamo

Il mio recente post La musica contemporanea è morta ha provocato una elevatissima, inaspettata quantità di commenti, sia su questo blog che in forma privata.
Cercherò qui di tirare le fila dei vari interventi, individuandone i punti comuni, e le proposte avanzate.  Spero di fare una cosa utile. 
 Ma il dibattito continua.. 


venerdì 6 gennaio 2012

Giovani musicisti condannati al precariato (a vita?)

"Ah, sei musicista! E di lavoro cosa fai?". 
La domanda è ricorrente per i professionisti della musica come Sabina, 33 anni, che racconta le difficoltà di un mestiere non riconosciuto, in cui il lavoro nero è la norma. 

Ne abbiamo già ripetutamente parlato  in questo  blog, e l'argomento va per la maggiore nell'ambiente, visto che la crisi morde ormai da moltissimi anni,  specialmente nel mondo della cultura e dell'arte. 

Questo articolo, "La sonata della violinista precaria" apparso  su Rassegna.it , racconta  uno degli innumerevoli casi di giovani strumentisti che fanno fatica a trovare lavoro stabile, o non lo trovano per nulla. Qui potete ascoltare la brava Sabina. Ditemi voi se non merita almeno qualche certezza in più per il suo futuro. 
ULTIM'ORA : su Facebook  nel frattempo è apparsa la pagina
Fregati in partenza : elenco delle associazioni che non pagano i concerti
nella quale vengono segnalati i "disguidi", veri  o pretestuosi, con i quali le associazioni musicali  giustificano ( quando lo fanno) i  loro  ritardi  nei pagamenti a musicisti e precari. 


















mercoledì 4 gennaio 2012

L'arte (e la musica) contemporanea tra χρόνος e καιρός

Continua la pubblicazione di contributi di lettori del mio post La Musica Contemporanea è mortaRaffaele De Tintis propone qui di seguito, a mo' di veloce nota su Facebook, una sua originale riflessione sul rapporto tra passato e presente nell'espressione artistica, a partire dal  libro  di Francesco Bonami, "Lo potevo fare anch'io", Milano, 2007.(*)


Prendo dalla mia Billy/IKEA il testo che Francesco Bonami ha scritto qualche anno fa per spiegare, a chi non ne sa nulla, l´arte contemporanea. A me me piace Andi Varol è il settimo capitolo, dove si parte da una considerazione a tutti nota: storicamente, gli artisti colti detestano quelli pop piu´ di quanto avvenga il contrario. Nel testo che segue, Bonami dice la sua su cosa sia arte colta e arte pop, ricorrendo ai due termini che i greci usavano per chiamare il tempo: kairos e kronos.




martedì 3 gennaio 2012

Una panoramica sulla musica contemporanea non "accademica"


"Riceviamo e volentieri  pubblichiamo", un  interessante, denso contributo di Fabio Selvafiorita, che fornisce una panoramica sulle musiche contemporanee non "accademiche" (Sound Art, Sound Design, Ambient-Glitch, Musique Concrète, Impro-Noise...)
Ritengo preziosa e utilissima questa documentazione, che probabilmente molti tra gli "addetti ai lavori" della Mus. Cont., e tra essi  il  sottoscritto, ignorano in toto o in parte. Nel mio precedente post ( La musica contemporanea è morta)  rilevavo infatti come la musica  "accademica"  di  oggi sia divenuta ormai  solo UNO dei tanti generi  attualmente esistenti  in un mondo parcellizzato in settori che si sviluppano su binari paralleli, molto spesso ignorandosi vicendevolmente. Ospitando questo intervento vogliamo dare un contributo informativo indispensabile a chi  oggi voglia  parlare di musica contemporanea con una visione più ampia e maggiore cognizione di  causa. 
Con un sentito ringraziamento a Fabio per aver accettato  la mia richiesta.

martedì 27 dicembre 2011

LA MUSICA CONTEMPORANEA E' MORTA.


"La musica contemporanea è morta."
Mi rendo conto che un titolo così, senza nemmeno il  punto interrogativo finale,  tanto per cominciare suona provocatorio. Innanzitutto per la sua genericità (quale "musica contemporanea"? In quali paesi?) e poi per il suo tono apodittico, tranchantNon ho qui l'intento, ne' abbastanza Esprit de géométrie, per parafrasare con argomenti completi e soddisfacenti la famosa, analoga sentenza emessa a suo tempo da Boulez riguardo Arnold Schoenberg e la sua musica. Ma chi vorrà leggere fino in fondo si accorgerà come il titolo sia una deliberata provocazione che precede un accorato appello all'ottimismo della volontà, ad onta del pessimismo della ragione. 

venerdì 23 dicembre 2011

Antropologia del giovane direttore d'orchestra: Genio o "Idiot Savant" ?



‎"In una grande città tedesca viveva un malato di mente, figlio di genitori agiati, che si fissava di essere un geniale direttore d'orchestra. Per curarlo, la sua famiglia gli scritturò l'orchestra migliore e gli diede la possibilità di dirigere la 5° Sinfonia di Beethoven. Anche se il giovane era un profano della più bell'acqua, l'esecuzione non risultò peggiore di tante altre esecuzioni correnti. Infatti l'orchestra, che sapeva suonare il pezzo a occhi chiusi, non si preoccupò affatto degli attacchi sbagliati dati dal dilettante, e la sua (di quest'ultimo) follia si trovò confermata." 
Th.W. Adorno - Introduzione alla sociologia della musica, cap. 7