Oggi sono andato nuovamente a visitare Macao. Sono giornate dense, piene di colpi di scena, ed è difficile tener dietro all'evolversi della situazione, che riserva continue sorprese. Ma andiamo con ordine. Il 5 maggio 2012, un gruppetto di giovani "lavoratori delle arti" ha occupato - forse a seguito di un progetto lungamente meditato e preparato, forse sospinti da uno scoppio di spontaneismo ribellista - nientemeno che un maestoso grattacielo di 30 piani, vicino alla Stazione Centrale di Milano, abbandonato da 15 anni e attualmente di proprietà di una delle società finanziarie/assicurative di Salvatore Ligresti, il noto costruttore titolare negli anni di una infinità di iniziative immobiliari cittadine, e attualmente coinvolto in una procedura fallimentare chiesta dalla Procura milanese, oltre che in indagini giudiziarie legate alle sue attività, diciamo così, con un prudente eufemismo, affaristiche. Musica, Società, Mercato
Renato Rivolta - direttore d'orchestra, docente
"Sto diventando un po' troppo critico per potermi illudere ulteriormente di avere qualche talento" - F. Nietzche
"Musica est exercitium aritmaeticae occultum nescientis se numerari animi“
- G.W. Leibniz
"I pecoroni non vogliono diventare padroni del loro lavoro!" - C.T.
"Tutta la musica è contemporanea."
giovedì 17 maggio 2012
MACAO - Milano: vero laboratorio creativo, o effimera utopia spontaneista?
Oggi sono andato nuovamente a visitare Macao. Sono giornate dense, piene di colpi di scena, ed è difficile tener dietro all'evolversi della situazione, che riserva continue sorprese. Ma andiamo con ordine. Il 5 maggio 2012, un gruppetto di giovani "lavoratori delle arti" ha occupato - forse a seguito di un progetto lungamente meditato e preparato, forse sospinti da uno scoppio di spontaneismo ribellista - nientemeno che un maestoso grattacielo di 30 piani, vicino alla Stazione Centrale di Milano, abbandonato da 15 anni e attualmente di proprietà di una delle società finanziarie/assicurative di Salvatore Ligresti, il noto costruttore titolare negli anni di una infinità di iniziative immobiliari cittadine, e attualmente coinvolto in una procedura fallimentare chiesta dalla Procura milanese, oltre che in indagini giudiziarie legate alle sue attività, diciamo così, con un prudente eufemismo, affaristiche. mercoledì 9 maggio 2012
Permettetemi qualche cattiveria sul "concertone sindacale" del 1 Maggio
Mi occupo un po' in ritardo di una cosa che è successa giorni fa, ma siccome capita ogni anno, diciamo che con questa riflessione mi porto avanti col lavoro per l'anno prossimo: stesso luogo, stessa data.
Infatti, anche quest' anno, il "concertone sindacale" del 1 Maggio si è abbattuto come uno tsunami su di noi. 10 ore di musica in piazza, davanti alla Sacra Basilica. L' Evento suscita molte domande, e qualche riflessione amara.
Infatti, anche quest' anno, il "concertone sindacale" del 1 Maggio si è abbattuto come uno tsunami su di noi. 10 ore di musica in piazza, davanti alla Sacra Basilica. L' Evento suscita molte domande, e qualche riflessione amara.
Innanzitutto, bisognerebbe chiedersi: ma i sindacati non hanno il compito precipuo di difendere e sostenere i diritti dei lavoratori nei luoghi di lavoro, nelle trattative contrattuali, nel confronto con "le parti sociali"? Che cosa c'entra con tutto ciò l'organizzazione del concertone del 1°maggio?
E' compensibile che i sindacati cerchino, legittimamente, il consenso delle popolazioni giovanili non sindacalizzate: ma nel farlo dovrebbero astenersi dall'ammannir loro, ogni anno, la consueta sfilata di rockettari più o meno democratici e "de sinistra". Ancora più imbarazzante se condita da un delirio di banalità e slogan autoconsolatori quali "oggi è la festa del lavoro! Se voi siete disoccupati la colpa è della classe dirigente che non ha studiato!" (??!)
E' compensibile che i sindacati cerchino, legittimamente, il consenso delle popolazioni giovanili non sindacalizzate: ma nel farlo dovrebbero astenersi dall'ammannir loro, ogni anno, la consueta sfilata di rockettari più o meno democratici e "de sinistra". Ancora più imbarazzante se condita da un delirio di banalità e slogan autoconsolatori quali "oggi è la festa del lavoro! Se voi siete disoccupati la colpa è della classe dirigente che non ha studiato!" (??!)
Uno sciocco titanismo, per una causa giusta
Questa foto forse NON E' un montaggio: ritrae presumibilmente un grande concerto che vede suonare "insieme" molti dei giovani musicisti del Sistema venezuelano sotto la guida del loro celebre direttore Gustavo Dudamel, e suscita in me varie riflessioni etiche (ebbene, sì, etiche) e logistico/tecniche:
lunedì 23 aprile 2012
"CIRCUITO MUSICA", la nuova start-up della promozione musicale
La crisi e le difficoltà finanziarie avanzano, la disoccupazione cresce. I musicisti non sono esenti dal subirne le conseguenze, anzi, insieme ad altre categorie di precariato sono forse tra quelli che più soffrono della mancanza di risorse destinate alla cultura e alla musica nel nostro paese. E così, mentre i teatri d'opera languono nell'indigenza, tra comissariamenti e tagli alla produzione, mentre anche le maggiori orchestre soffrono, mentre il mercato del lavoro "vero" (cioè stabile, degnamente retribuito) si riduce ai minimi termini, tra quelli che non si vogliono arrendere alle difficoltà molti fanno le valigie per cercare all'estero miglior fortuna, e a volte la trovano. Mentre altri preferiscono rilanciare e, pur rimanendo nel nostro Paese, gettano il cuore oltre l'ostacolo con un progetto ambizioso, come sembra essere questo CIRCUITO MUSICA. Vediamo che cosa è.
domenica 8 aprile 2012
"...svolta epocale del tempio del classicismo" (maddechè??)
Per una volta ci occupiamo di cronaca spicciola.
Vasco alla fine c'è riuscito. Ha dribblato lo sciopero che i sindacati avevano indetto alla "prima", e il balletto "L'altra metà del cielo" con le sue musiche ha debuttato alla Scala, con grande, prevedibile successo. Così, le cronache.
Il Blasco, verso il quale nutriamo sentimenti alquanto contradditori (metà simpatia per il poeta/cantastorie popolar-emiliano che si nasconde sotto il travestimento da tamarro; metà irritazione per la decrescente lucidità mentale, che con l'età è sempre più inversamente proporzionale al crescente narcisismo) ha subito esternato l'impellente gioia, con queste parole testuali, che potete leggere, ad esempio, QUI:
venerdì 6 aprile 2012
Come potrebbe cambiare il sistema produttivo dell'opera lirica contemporanea
Un paio di settimane fa è uscita su The Telegraph la recensione dell'ultima opera della compositrice Judith Weir, Miss Fortune.
L'articolo si intitola, brutalmente: L'ennesima brutta Opera moderna al Covent Garden. Perchè alla Royal Opera House è permesso di buttare i soldi dalla finestra?
L'autore,Igor Toronyi-Lalic, piuttosto che criticare l'Autrice dell'opera, se la prende con i dirigenti del teatro che a suo parere incorrono troppo spesso nell' incauto errore di programmare costose produzioni operistiche senza preventivamente controllare la qualità artistica del libretto, della musica, delle scene etc. E giunge ad auspicare l'importazione, nei teatri d'opera in Europa, dei metodi produttivi di Hollywood o Broadway.
L'articolo si intitola, brutalmente: L'ennesima brutta Opera moderna al Covent Garden. Perchè alla Royal Opera House è permesso di buttare i soldi dalla finestra?
L'autore,Igor Toronyi-Lalic, piuttosto che criticare l'Autrice dell'opera, se la prende con i dirigenti del teatro che a suo parere incorrono troppo spesso nell' incauto errore di programmare costose produzioni operistiche senza preventivamente controllare la qualità artistica del libretto, della musica, delle scene etc. E giunge ad auspicare l'importazione, nei teatri d'opera in Europa, dei metodi produttivi di Hollywood o Broadway.
martedì 3 aprile 2012
La Peste intacca anche la Germania della musica sinfonica
La Peste intacca perfino la Germania della musica sinfonica. Noi italiani, che ne siamo ammalati da decenni, conosciamo bene questa malattia.
Aiutiamo i nostri amici tedeschi ad affrontarla.
Firmiamo qui la petizione per scongiurare il taglio dei finanziamenti alle orchestre sinfoniche.
http://www.orchesterretter.de/startseite.html
(traduzione maccheronica)
Diciamo "No" al degrado culturale!
LA SWR ha annunciato radicali misure di riduzione dei costi nelle sue due orchestre. La Stuttgart Radio Symphony Orchestra e l'Orchestra Sinfonica di Baden-Baden e Friburgo sono minacciate nella loro esistenza. Presto saranno prese decisioni vincolanti.
Noi sostenitori, associazioni e i gruppi di amici dell'orchestra e del Baden-Wuerttemberg intendiamo respingere questo piano ! Ci proponiamo di preservare le orchestre presso le loro sedi e il loro alto livello artistico.
La SWR deve continuare a soddisfare la missione costituzionalmente necessaria culturale di radiodiffusione pubblica.
Lotta con la tua firma contro l'imminente crollo culturale!
Ultim'ora: anche il blog inglese Boulezian dà la notizia, allarmato,
e invita a firmare la petizione.
Aiutiamo i nostri amici tedeschi ad affrontarla.
Firmiamo qui la petizione per scongiurare il taglio dei finanziamenti alle orchestre sinfoniche.
http://www.orchesterretter.de/startseite.html
(traduzione maccheronica)
Diciamo "No" al degrado culturale!
LA SWR ha annunciato radicali misure di riduzione dei costi nelle sue due orchestre. La Stuttgart Radio Symphony Orchestra e l'Orchestra Sinfonica di Baden-Baden e Friburgo sono minacciate nella loro esistenza. Presto saranno prese decisioni vincolanti.
Noi sostenitori, associazioni e i gruppi di amici dell'orchestra e del Baden-Wuerttemberg intendiamo respingere questo piano ! Ci proponiamo di preservare le orchestre presso le loro sedi e il loro alto livello artistico.
La SWR deve continuare a soddisfare la missione costituzionalmente necessaria culturale di radiodiffusione pubblica.
Lotta con la tua firma contro l'imminente crollo culturale!
Ultim'ora: anche il blog inglese Boulezian dà la notizia, allarmato,
e invita a firmare la petizione.
mercoledì 28 marzo 2012
WE,THE PEOPLE: tre autori americani del XX e XXI secolo
In preparazione del concerto che l' Ensemble da camera dell'Accademia della Scala terrà sabato 31 Marzo alle 16,00 presso il Teatro alla Scala, http://www.teatroallascala.org/it/stagione/concerti/2011-2012/concerti-accademia/ensemble-camera-rivolta.html, con queste composizioni in programma:
Michael Torke - Music on the floorSteve Reich - Double Sextet
Aaron Copland- Appalachian spring (suite),
ho partecipato alla trasmissione Ultimo Grido di Radio Classica nella quale, insieme al conduttore Luca Ciammarughi, ho presentato il concerto.
E' possibile ascoltarla su youtube cliccando qui.
Ho anche preparato un breve scritto (non specialistico) per il libretto di sala. Forse qualcuno sarà curioso di leggerlo. Eccolo.
venerdì 3 febbraio 2012
THE BEATLES - REVOLUTION # 9 per ensemble!
La mia copia originale, in vinile, del White album dei Beatles (1968) è ancora lì, la copertina mezza sbriciolata, ma i dischi ancora salvi, custoditi con somma cura in mezzo ai tanti long-playing dimenticati, di un altra era geologica. Quando avevamo i calzoni corti e andavamo a letto dopo Carosello. I solchi dei due vinili (era un LP doppio! forse il primo della storia discografica) sono consumati dalle migliaia di volte che li ho ascoltati, il fruscìo è fortissimo e qualche volta la puntina salta. Ma l'unica "canzone" che si è un po' salvata dall'usura è Revolution#9.
martedì 31 gennaio 2012
Ascoltare la musica "elettroacustica": una esperienza di sorprendente purezza
" Il est clair que l’art deviendra dans quelques siècles un pur divertissement, et que l’art véritable, qui est la préparation de l’homme à une vie supérieure, sera alors le propre d’un petit groupe ésotérique réfugié dans l’underground."
K. Stockhausen, 1974
Un lunedì sera d'inverno, una folla composta per lo più di giovani si accalca in coda all'ingresso di una sala in pieno centro, disciplinatamente attendendo di acquistare il (economico) biglietto d'ingresso. A prima vista l'atmosfera potrebbe assomigliare a quella, mettiamo, che uno si immagina di trovare all' entrata di una discoteca o di un concerto rock: ma forse molto, molto più ordinata. Dopo un po' si capisce che il pubblico è talmente numeroso che moltissimi non riusciranno a entrare, e gli organizzatori si vedono (con loro grande sorpresa e piacere, immagino) costretti ad annunciare la replica della serata lunedi prossimo.
K. Stockhausen, 1974
Un lunedì sera d'inverno, una folla composta per lo più di giovani si accalca in coda all'ingresso di una sala in pieno centro, disciplinatamente attendendo di acquistare il (economico) biglietto d'ingresso. A prima vista l'atmosfera potrebbe assomigliare a quella, mettiamo, che uno si immagina di trovare all' entrata di una discoteca o di un concerto rock: ma forse molto, molto più ordinata. Dopo un po' si capisce che il pubblico è talmente numeroso che moltissimi non riusciranno a entrare, e gli organizzatori si vedono (con loro grande sorpresa e piacere, immagino) costretti ad annunciare la replica della serata lunedi prossimo.
Dunque che cosa è questo "evento" che richiama così tanti giovani? E' il concerto inaugurale dell'Acusmonium SATOR allestito presso il Centro culturale San Fedele di Milano, per impulso del suo Direttore delle attività musicali Antonio Pileggi, con la collaborazione di Giovanni Cospito e Dante Tanzi.
sabato 28 gennaio 2012
Quante cattedre di composizione servono in un conservatorio?
Chiedo anticipatamente scusa se quanto segue spiacerà a qualcuno, perchè l'argomento è spinoso; ma voglio pormi pubblicamente delle domande volutamente ingenue, e chiedere ai lettori un aiuto per chiarirmi le idee. La questione riguarda l'adeguatezza del "offerta formativa" dei Conservatori di Musica rispetto alla popolazione scolastica e rispetto al "mercato del lavoro". La domanda nasce da una circostanza casuale: sere fa con alcuni colleghi abbiamo provato a elencare il numero di cattedre di composizione di alcuni conservatori di nostra conoscenza. Abbiamo fatto fatica a contarle, il loro numero fa spavento. Una quantità apparentemente fuori controllo, che sembra non avere più alcun rapporto con il mondo esterno, nemmeno potenzialmente, nemmeno in modo virtuale.
martedì 24 gennaio 2012
Ai musicisti degli Enti Lirico-Sinfonici è vietato svolgere lavoro autonomo.
Salvatore Nastasi, Direttore Generale per lo Spettacolo dal Vivo del Ministero Beni Culturali, ha emesso il 10 Gennaio 2012 una circolare, che vedete anche qui di fianco, con la quale si ribadisce che dal 1 Gennaio 2012 è fatto divieto ai dipendenti degli Enti Lirico-Sinfonici di svolgere attività concertistica autonoma. La circolare specifica che il divieto è in vigore in mancanza della sottoscrizione del Contratto Nazionale di lavoro degli Enti suddetti, come previsto dall' Art. 3 della LEGGE 29 giugno 2010, n.100 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2010, n.64, recante disposizioni urgenti in materia di spettacolo e attivita' culturali.
Naturalmente la cosa ha suscitato un'ondata di reazioni e il problema, spinoso e complesso, presenta due aspetti principali: uno giuridico/ politico, diciamo così, l'altro di merito. Vediamo di sciogliere i punti principali della matassa.
venerdì 20 gennaio 2012
I contributi del Ministero dei Beni Culturali al settore musica per il 2011: la sintetica analisi di un comune cittadino
E' stato reso pubblico recentemente il documento con il quale il Ministero dei Beni Culturali determina i finanziamenti da erogare alle attività musicali per l'anno 2011.
I membri della Commissione Consultiva Musica si possono conoscere dal sito della Fondazione Prometeo di Parma. Questo invece è il link al documento del Ministero.
I membri della Commissione Consultiva Musica si possono conoscere dal sito della Fondazione Prometeo di Parma. Questo invece è il link al documento del Ministero.
Premesso che il vostro redattore non è molto competente in materia di provvedimenti legislativi a favore delle attività musicali (e ciò è imperdonabile), e quindi può darsi che alcune apparenti lacune del documento siano conseguenza di vincoli legislativi che gli sfuggono, per una volta ha preso carta e matita, e con santa pazienza si è messo a spulciare la lunga lista con gli occhi del semplice appassionato di musica che vuole sapere come e dove vengono distribuiti i soldi dei cittadini italiani. Era nostro dovere farlo, per onorare un blog che si chiama Musica, Società, Mercato. Ecco dunque la nostra sintetica analisi commentata. Speriamo che vi sia almeno utile per farvi un 'idea, se avrete la pazienza di leggerla fino in fondo.
mercoledì 18 gennaio 2012
Corsi e ricorsi storici nella querelle tra "antichi" e "moderni"
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| Giuseppe Sarti |
".....nel 1832, sulla Musikalische Allgemeine Zeitug compariva il biliare, ma non disarmato saggio di un compositore preclaro, Giuseppe Sarti: Esame acustico fatto sopra due frammenti di Mozart: precisamente, su due passi dei quartetti "haydini", in re minore, in do maggiore (che gli studiosi tedeschi chiamavano, con un residuo brivido di sgomento, Dissonanzenquartett).
Mozart era stato assai cordiale con il collega, fino a citarne un motivo nella chiusa del Don Giovanni (dai Due Litiganti su libretto di Goldoni) e scegliendone un tema, "come un agnello", e svolgere una elegantissima sere di variazioni per pianoforte.
Ma non aveva frenato le furie teoretiche d'un musicista che scorgeva il segno della depravazione, del "moderno", esattamente nell'adozione del temperamento equabile, attuata superbamente dal Wohltemperiertes Klavier bachiano, e divenuta, ai tempi di Haydn e Mozart, assolutamente irrefutabile e d'uso generale.
Sarti pensava alle modalità antiche, fondate sull'intonazione naturale, e non sul sotterfugio matematico proposto ai tempi di Andreas Werckmeister; e trovava conforto al suo venerabile arcaismo nel canto popolare, ascoltato nel soggiorno russo, e riprodotto anche in un opera teatrale, Oleg del 1790, composta con la collaborazione della zarina.
Restò tutta la vita convinto che la musica contemporanea fosse tale da "faire boucher les oreilles".
.....(omissis).....
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| Stravinskij |
La suddivisione anomala dell'ottava (aborrita da Sarti nella moderna scala cromatica) risaliva al Rinascimento, con Francisco de Salinas..., Tintoris e Nicola Vicentino: la sua suddivisione in 31 gradi restando, fino al Novecento, meramente teorica. Se non, forse, in talune musiche per archicembalo, uno strumento fatto da lui costruire, e che non raggiunse la soglia dell'assuefazione, vale a dire la necessità storica. Si ricorderà come Stravinskij fosse certo che di uno strumento analogo si valesse Carlo di Venosa, ricercandolo, nella sua visita al castello di Gesualdo, senza trovarlo."
(Passim, da Mario Bortolotto, Corrispondenze - Milano, 2010)
martedì 17 gennaio 2012
"Si è nella storia fino a quando si ha la capacità di incidere realmente nella società"
Con molto piacere pubblico su questo blog un articolo che il musicologo e compositore Giovanni Guaccero ha scritto nel lontano 1999 (!!), e nel quale con coraggio, e in anticipo di parecchi anni, traccia una analisi storico/sociologica, precisa e lucida, dello stato della Mus.Cont. in Italia, e una sintetica ipotesi di lavoro per il futuro.
L'idea che "quella" certa Mus.Cont. sia in grande crisi è ormai stata digerita dalla maggioranza dei musicisti e del pubblico: meno da coloro che per convenienza personale, o per convinzione ideologica, non si decidono ancora a consegnare alla Storia e alla musicologia un fenomeno che sembra aver sostanzialmente esaurito la sua "forza propulsiva". Ma la storia è testarda, e va avanti comunque. Nel frattempo, dato che sempre nuove generazioni di appassionati e di ascoltatori si affacciano alla scena del mondo, sarebbe buona cosa eseguire con maggiore frequenza, come si fa per qualsiasi altra parte del repertorio "classico", le opere importanti dell'avanguardia storica, i veri "capolavori". E ce ne sono moltissimi che, sfortunatamente, si ascoltano raramente dal vivo, almeno nel nostro paese. Sarebbe bene introdurli regolarmente nel "repertorio", insieme alla letteratura classica e antica, in prospettive e abbinamenti storico/ musicologici nuovi e creativi.
Smettendo però, finalmente, di chiamarli Musica Contemporanea.
Per chi fosse interessato , sul sito dello stesso Guaccero sono reperibili altri interessanti interventi dello stesso periodo su questo argomento, più articolati e approfonditi, e in particolare "Musica contemporanea, stile novecentesco e nuove generazioni" e "La ricezione della musica contemporanea". Ne consiglio vivamente la lettura, ringraziando Giovanni Guaccero per la cortese disponibilità.
L'idea che "quella" certa Mus.Cont. sia in grande crisi è ormai stata digerita dalla maggioranza dei musicisti e del pubblico: meno da coloro che per convenienza personale, o per convinzione ideologica, non si decidono ancora a consegnare alla Storia e alla musicologia un fenomeno che sembra aver sostanzialmente esaurito la sua "forza propulsiva". Ma la storia è testarda, e va avanti comunque. Nel frattempo, dato che sempre nuove generazioni di appassionati e di ascoltatori si affacciano alla scena del mondo, sarebbe buona cosa eseguire con maggiore frequenza, come si fa per qualsiasi altra parte del repertorio "classico", le opere importanti dell'avanguardia storica, i veri "capolavori". E ce ne sono moltissimi che, sfortunatamente, si ascoltano raramente dal vivo, almeno nel nostro paese. Sarebbe bene introdurli regolarmente nel "repertorio", insieme alla letteratura classica e antica, in prospettive e abbinamenti storico/ musicologici nuovi e creativi.
Smettendo però, finalmente, di chiamarli Musica Contemporanea.
Per chi fosse interessato , sul sito dello stesso Guaccero sono reperibili altri interessanti interventi dello stesso periodo su questo argomento, più articolati e approfonditi, e in particolare "Musica contemporanea, stile novecentesco e nuove generazioni" e "La ricezione della musica contemporanea". Ne consiglio vivamente la lettura, ringraziando Giovanni Guaccero per la cortese disponibilità.
mercoledì 11 gennaio 2012
Il parere dei lettori: la musica contemporanea forse non è morta, ma......
Il mio recente post La musica contemporanea è morta ha provocato una elevatissima, inaspettata quantità di commenti, sia su questo blog che in forma privata.
Cercherò qui di tirare le fila dei vari interventi, individuandone i punti comuni, e le proposte avanzate. Spero di fare una cosa utile.
Ma il dibattito continua..
venerdì 6 gennaio 2012
Giovani musicisti condannati al precariato (a vita?)
"Ah, sei musicista! E di lavoro cosa fai?".
La domanda è ricorrente per i professionisti della musica come Sabina, 33 anni, che racconta le difficoltà di un mestiere non riconosciuto, in cui il lavoro nero è la norma.
Ne abbiamo già ripetutamente parlato in questo blog, e l'argomento va per la maggiore nell'ambiente, visto che la crisi morde ormai da moltissimi anni, specialmente nel mondo della cultura e dell'arte.
Questo articolo, "La sonata della violinista precaria" apparso su Rassegna.it , racconta uno degli innumerevoli casi di giovani strumentisti che fanno fatica a trovare lavoro stabile, o non lo trovano per nulla. Qui potete ascoltare la brava Sabina. Ditemi voi se non merita almeno qualche certezza in più per il suo futuro.
ULTIM'ORA : su Facebook nel frattempo è apparsa la pagina
Fregati in partenza : elenco delle associazioni che non pagano i concerti
nella quale vengono segnalati i "disguidi", veri o pretestuosi, con i quali le associazioni musicali giustificano ( quando lo fanno) i loro ritardi nei pagamenti a musicisti e precari.
ULTIM'ORA : su Facebook nel frattempo è apparsa la pagina
Fregati in partenza : elenco delle associazioni che non pagano i concerti
nella quale vengono segnalati i "disguidi", veri o pretestuosi, con i quali le associazioni musicali giustificano ( quando lo fanno) i loro ritardi nei pagamenti a musicisti e precari.
mercoledì 4 gennaio 2012
L'arte (e la musica) contemporanea tra χρόνος e καιρός
Continua la pubblicazione di contributi di lettori del mio post La Musica Contemporanea è morta. Raffaele De Tintis propone qui di seguito, a mo' di veloce nota su Facebook, una sua originale riflessione sul rapporto tra passato e presente nell'espressione artistica, a partire dal libro di Francesco Bonami, "Lo potevo fare anch'io", Milano, 2007.(*)
Prendo dalla mia Billy/IKEA il testo che Francesco Bonami ha scritto qualche anno fa per spiegare, a chi non ne sa nulla, l´arte contemporanea. A me me piace Andi Varol è il settimo capitolo, dove si parte da una considerazione a tutti nota: storicamente, gli artisti colti detestano quelli pop piu´ di quanto avvenga il contrario. Nel testo che segue, Bonami dice la sua su cosa sia arte colta e arte pop, ricorrendo ai due termini che i greci usavano per chiamare il tempo: kairos e kronos.
Prendo dalla mia Billy/IKEA il testo che Francesco Bonami ha scritto qualche anno fa per spiegare, a chi non ne sa nulla, l´arte contemporanea. A me me piace Andi Varol è il settimo capitolo, dove si parte da una considerazione a tutti nota: storicamente, gli artisti colti detestano quelli pop piu´ di quanto avvenga il contrario. Nel testo che segue, Bonami dice la sua su cosa sia arte colta e arte pop, ricorrendo ai due termini che i greci usavano per chiamare il tempo: kairos e kronos.
martedì 3 gennaio 2012
Una panoramica sulla musica contemporanea non "accademica"
martedì 27 dicembre 2011
LA MUSICA CONTEMPORANEA E' MORTA.
Mi rendo conto che un titolo così, senza nemmeno il punto interrogativo finale, tanto per cominciare suona provocatorio. Innanzitutto per la sua genericità (quale "musica contemporanea"? In quali paesi?) e poi per il suo tono apodittico, tranchant. Non ho qui l'intento, ne' abbastanza Esprit de géométrie, per parafrasare con argomenti completi e soddisfacenti la famosa, analoga sentenza emessa a suo tempo da Boulez riguardo Arnold Schoenberg e la sua musica. Ma chi vorrà leggere fino in fondo si accorgerà come il titolo sia una deliberata provocazione che precede un accorato appello all'ottimismo della volontà, ad onta del pessimismo della ragione.
venerdì 23 dicembre 2011
Antropologia del giovane direttore d'orchestra: Genio o "Idiot Savant" ?
"In una grande città tedesca viveva un malato di mente, figlio di genitori agiati, che si fissava di essere un geniale direttore d'orchestra. Per curarlo, la sua famiglia gli scritturò l'orchestra migliore e gli diede la possibilità di dirigere la 5° Sinfonia di Beethoven. Anche se il giovane era un profano della più bell'acqua, l'esecuzione non risultò peggiore di tante altre esecuzioni correnti. Infatti l'orchestra, che sapeva suonare il pezzo a occhi chiusi, non si preoccupò affatto degli attacchi sbagliati dati dal dilettante, e la sua (di quest'ultimo) follia si trovò confermata."
Th.W. Adorno - Introduzione alla sociologia della musica, cap. 7giovedì 24 novembre 2011
LA CIA finanziò la musica contemporanea europea ( II parte)
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| Dwight D. Eisenhower |
Come racconta Frances Stonor Saunders nel suo libro Gli intellettuali e la CIA - La strategia della Guerra Fredda Culturale (Roma, 2004), fu Dwight D. Eisenhower, Presidente degli Stati Uniti dal 1953 al 1961, a teorizzare con chiarezza quale dovesse essere lo scopo finale della Guerra Fredda Culturale: "un progetto politico e un piano di guerra psicologica il cui fine doveva essere vincere la terza guerra mondiale senza doverla combattere" . "Il nostro scopo non è conquistare o sottomettere con la forza un territorio. Il nostro scopo è più sottile, più pervasivo, più completo. Stiamo tentando, con mezzi pacifici, di fare in modo che il mondo creda alla Verità. E la Verità è che gli americani vogliono un mondo di pace, un mondo in cui tutti abbiano l'opportunità della massima crescita individuale. I mezzi che impiegheremo per diffondere questa Verità sono chiamati, di frequente, "psicologici". Non ci s'inquieti per questo termine: è solo una parola di cinque sillabe. Guerra psicologica è la battaglia per conquistare le menti e la volontà degli uomini." La CIA operava insomma per fare in modo che le persone, per proprio ragionato convincimento, fossero convinte che qualsiasi cosa facesse il Governo americano era giusta.
mercoledì 23 novembre 2011
LA CIA finanziò la musica contemporanea europea (I parte)
L'argomento pare più adatto a una spy-story, ma dopo aver letto il documentatissimo, prezioso libro di Frances Stonor Saunders Gli intellettuali e la CIA - La strategia della Guerra Fredda Culturale (Roma, 2004) mi sono convinto che la realtà può superare l' immaginazione, con gli esiti che vedremo. Dunque, la verità è ormai indiscutibile, storicamente assodata: a partire dall'immediato dopoguerra, (dopo il 1945) il Governo degli Stati Uniti avviò un progetto di propaganda di grande respiro internazionale, volto principalmente a contrastare l'influenza culturale dell'URSS in Europa, e per farlo utilizzò in maniera spregiudicata la CIA come finanziatore e organizzatore "coperto" di convegni, conferenze, pubblicazioni, festival di musica, mostre d'arte e mille altre attività di tipo culturale.
lunedì 7 novembre 2011
Nel futuro le orchestre faranno a meno del direttore ?
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| la Spira Mirabilis suona senza direttore |
In occasione dei concerti dati a Parigi in questi giorni dalla giovane, brillante formazione con base in Italia Spira mirabilis, attualmente in tour con la 7° Sinfonia di Beethoven, e prossimamente con la 5°, il noto direttore francese Jean-Claude Casadesus ha rilasciato una intervista nella quale esprime una serie di opinioni ragionevoli sulle orchestre che, come la Spira, scelgono di fare a meno del direttore per eseguire il repertorio sinfonico classico.
A dire la verità il fenomeno non è nuovo nè recente (valga per tutti l'esempio ormai più che ventennale dell' americana, straordinaria Orpheus Chamber Orchestra) e sopratutto è, a mio avviso, il segno di una lenta ma inarrestabile mutazione "genetica" delle orchestre da camera, che sempre più decidono di affrancarsi dalla figura di riferimento del "direttore" e affrontano un repertorio sempre più ampio e difficile, incluse opere del Novecento. Vale la pena di commentare brevemente questa mutazione e cercare di capire cosa ci aspetta nel futuro. Siamo forse alla vigilia della grande guerra d'indipendenza delle orchestre? Il Direttore è una figura professionale destinata a cadere nell'oblìo, almeno per una parte consistente del repertorio?
domenica 30 ottobre 2011
Gli equivoci della Storia, ieri come oggi: grandi musicisti alle prese con l'ideologia politica
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| Hitler e il pianista.. |
Come è noto, durante il nazismo gli intellettuali e gli artisti si trovarono costretti a prendere posizione nei confronti del regime, e poichè Hitler si tacciava di essere competente in musica, (gli piacevano le opere di Wagner, ma curiosamente anche le operette di Franz Lehàr) i compositori tedeschi, o che comunque lavoravano in Germania, si trovarono al centro dell' attenzione da parte delle alte sfere del Partito più di quanto non lo fossero, ad esempio, i loro colleghi italiani. Per i musicisti tedeschi si trattava di fare i conti con il concetto di Entartete Kunst (Arte Degenerata). La gran parte dei compositori che finirono nella lista dei "degenerati" erano naturalmente ebrei: tuttavia non mancavano molti "ariani".
lunedì 24 ottobre 2011
"Il MONDO ALL'INCONTRARIO" : finito il Postmoderno, arriva l'inverno della cultura ?
" Se si crede che la Cultura abbia una utilità, ci si mette poco a confondere ciò che è utile con la Cultura"
F. Nietzche, frammenti postumi
F. Nietzche, frammenti postumi
Ecco un libro che conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che ci troviamo nel mezzo di un grande disorientamento, e che forse il Postmoderno ha esaurito la sua "energia propulsiva" e la sua funzione storica, essendosi traformato sic et simpliciter in Mercatismo.
Si tratta di Jean Clair - L'inverno della Cultura, pubblicato in Italia da pochi giorni presso Skira. L'autore ha ricoperto ruoli dirigenziali presso importanti istituzioni quali il Centre Pompidou e la Biennale di Venezia, ed è membro de l'Académie Française. Provenendo non da un outsider neo-dadaista, ma da chi siede al vertice delle agenzie culturali, il pamphlet pare che abbia scatenato uno scandalo in Francia, e promette di fare altrettanto in Italia.
venerdì 21 ottobre 2011
Musicisti nello scantinato : appello per i luoghi dove si "monta" la musica
E' scontato dire che il lavoro della musica non è solo ispirazione e poesia, ma anche concretissime e banali questioni economiche e logistiche. Ma tra il pubblico presente al concerto di un ensemble o una piccola orchestra da camera, a molti forse non viene da chiedersi DOVE sia stato "montato", "costruito" il concerto cui assistono. Insomma, tutti sappiamo che i musicisti arrivano al concerto dopo un più o meno lungo periodo di prove, ma spesso (anche giustamente) ce ne dimentichiamo, come se ognuno degli strumentisti avesse studiato a casa per conto suo, e poi il concerto fosse una specie di rito collettivo una tantum che nasce, senza preparazione, sotto i nostri occhi. Le grandi orchestre sinfoniche hanno la loro "casa", dove dispongono di camerini, mensa, piccole sale da studio, sale prova per l'orchestra e per il coro, eccetera. Alcune grandi istituzioni possiedono addirittura di 2 sedi, come l'Opera di Parigi ad esempio, con Garnier e Bastille !
Gli ensembles e i gruppi da camera, almeno in Italia, sono invece in genere degli homeless.
mercoledì 28 settembre 2011
Dear Mr. Levine, would you please let Fabio Luisi step in ?
In un articolo uscito sul NewYork Times del 16 Settembre a firma di Anthony Tommasini, si dà conto della vicenda che vede il bravissimo direttore d'orchestra italiano sostituire, ormai da molti mesi, il blasonato direttore del MET, James Levine. Come è noto, Levine aveva dovuto rinunciare - provvisoriamente, a quanto risulta finora - alla sua intensa attività presso la Metropolitan Opera House, a causa di seri problemi di salute che lo hanno costretto ad un importante intervento chirurgico.
lunedì 26 settembre 2011
il primo (?) "Flash Mob Orchestrale" in Italia
Uno dei fenomeni più vivaci che hanno interessato negli ultimi anni il panorama italiano della musica orchestrale è stata la nascita di moltissime formazioni "amatoriali", ispirate al modello anglosassone dove centinaia di orchestre e cori, taluni anche di notevole livello qualitativo, punteggiano il territorio nazionale. In Italia non solo privati o associazioni, ma anche parecchie Istituzioni Sinfoniche stabili hanno lodevolmente dato vita a orchestre affiliate, aperte a musicisti non professionisti, o studenti, che accorrono numerosi per il solo piacere di suonare insieme.
domenica 25 settembre 2011
Dedicato a quelli che "la musica non c'entra con la politica! "
Inutile far finta di niente: comunque la si metta, è una brutta storiaccia. Lo Stato di Israele, per via della sua politica intollerante, da tempo fa fatica a farsi amare perfino dai suoi più equilibrati estimatori (tra i quali il sottoscritto), figuriamoci dagli altri: e le pessime conseguenze si vedono ormai anche nel campo della cultura. Vi racconto una vicenda molto esemplare in proposito.
Il 30 Agosto 2011 su The Independent appariva una lettera aperta firmata da un buon numero di musicisti e orchestrali londinesi - alcuni dei quali, secondo le mie informazioni, di origine ebraica - per chiedere la cancellazione del concerto della Israel Philarmonic Orchestra ai BBC Promenade Concerts, come protesta contro l' "apartheid" esercitato dallo stato di Israele nei confronti dei Palestinesi.
Il 30 Agosto 2011 su The Independent appariva una lettera aperta firmata da un buon numero di musicisti e orchestrali londinesi - alcuni dei quali, secondo le mie informazioni, di origine ebraica - per chiedere la cancellazione del concerto della Israel Philarmonic Orchestra ai BBC Promenade Concerts, come protesta contro l' "apartheid" esercitato dallo stato di Israele nei confronti dei Palestinesi.
venerdì 23 settembre 2011
Come ti metto in musica la finanza, ovvero: o la Borsa o la nota !

La vulgata corrente vuole che tra le discipline scientifiche e la musica vi siano rapporti molto stretti. Ma io rimango sempre alquanto perplesso di fronte al luogo comune che recita: la musica è matematica (oppure: la musica è architettura). Sembrano affermazioni ragionevoli, che contengono senza dubbio una qualche verità profonda, indagata fin dall'antichità: ma forse non è così semplice, non vi pare? Però, è innegabile che la base strutturale del linguaggio musicale sia costituita da rapporti aritmetici. Le altezze, gli intervalli, le durate, sono espressi in rapporti numerici.
Ad esempio, il La è una frequenza di 440 Hz/sec., l'intervallo Do-Sol è detta una 5°, la Croma è 1/ottavo, e così via. La fantasia dei compositori si è applicata a questa affascinante caratteristica per sperimentare le più varie associazioni tra musica e altre discipline, innanzitutto quelle scientifiche, ovviamente. Tralascio tutte le numerose composizioni di cui sono a conoscenza, che hanno provato a mettere in musica che so, equazioni della fisica, serie numeriche, rapporti architettonici etc. Un tentativo che trovo particolarmente curioso per i suoi risvolti di indubbia relazione con l' attualità, ma anche molto interessante sul piano stettamente musicale, è quello di "mettere in musica" i movimenti dei mercati azionari, delle Borse. Ve ne voglio portare due esempi, di nessuno dei quali sono purtroppo riuscito a trovare un file audio da allegare qui (protetti da copyright), ma se vi capita vi consiglio di non perdere l'occasione di andarveli ad ascoltare in concerto.
mercoledì 21 settembre 2011
PUBBLICITA' INGANNEVOLE: sedicente Music Academy offriva una «laurea» tarocca: multata dell'Antitrust per 14 mila euro
Volentieri pubblichiamo, per doverosa segnalazione.
Dal Corriere della Sera - Bologna, 14 settembre 2011
BOLOGNA - La bolognese Music Academy finisce nel mirino dell'Antitrust. L'Autorità per la concorrenza e la tutela del mercato ha multato la scuola di musica per 14.000 euro con l'accusa di aver promosso i propri corsi con pubblicità ingannevole.
Ma davvero il pubblico odia la musica "classica contemporanea" ?
Mi dispiace di arrivare con molto ritardo su questo argomento. Probabilmente ne avrete già saputo da altre fonti, o vi sarete già fatti un idea. Ma non posso rinunciare ad aggiungere qualche mia riflessione, perchè la questione è davvero importante.
Con un articolo apparso il 28 novembre 2010 su The Guardian, ( QUI la versione originale , e QUI la traduzione italiana ), Alex Ross, critico musicale del New Yorker, autore dell'informatissimo blog The rest is noise, oltre che del famoso libro omonimo, tenta di rispondere alla vexata quaestio che da decenni tormenta la coscienza di compositori, direttori artistici, musicisti e musicofili appassionati.
martedì 20 settembre 2011
le "Necessità" (?!) della Musica Popolare Contemporanea...
Metti che una sera, in una città italiana, durante la giornata conclusiva della festa di un grande partito, si svolga un dibattito pubblico dal curioso titolo Le NECESSITA' della Musica Popolare Contemporanea.
Aggiungi che al dibattito partecipino tra gli altri il Cantante Rock/Divo locale, L'Organizzatore Privato di Concerti, il Presidente dell'Associazione dei circoli per la musica dal vivo, il Parlamentare Membro della Commissione Cultura della Camera, l'Assessore alla Cultura del Comune. Un parterre di tutto rispetto, dunque.
Che cosa s'intenda con Musica Popolare Contemporanea ( d'ora in avanti qui MPC) l'avevamo già capito fin da quando Veltroni, ministro dei Beni Culturali nel 1° governo Prodi, dopo aver ricevuto a Palazzo Chigi Lucio Dalla, Francesco De Gregori e altri, coniò la singolare definizione.
domenica 4 settembre 2011
Sarà vero che siamo alla fine del Postmodernismo ?
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I segnali a quanto pare erano già ben visibili da tempo, a volerli vedere, ma forse non ce n'eravamo ancora accorti, non ci avevamo fatto caso. Pare che il Postmodern sia agli sgoccioli. L'annuncio viene dall'interessante intervento apparso sul New York Times dello studioso Edward Docx ( qui la versione inglese). L'autore sostiene che il Postmodern "...ha cercato di eliminare ogni sorta di privilegio da qualsiasi carattere particolare (dell'espressione artistica, NdR) e di sconfessare il consenso del gusto", di "...destabilizzare le pietre miliari moderniste dell' identità, del progresso storico e della certezza epistemica" e che "... di conseguenza, svanisce completamente il concetto di una visione unica del Mondo, di una visione predominante..... tutte le interpretazioni convivono, e sono tutte su uno stesso piano".
domenica 28 agosto 2011
Perchè le Rock-Stars amano accoppiarsi con intere orchestre sinfoniche ?
RILEVANTI DANNI BIOLOGICI (e culturali) DI UNA COPULA CONTRONATURA
Questo curioso fenomeno del Rock Sinfonico (qui una scheda essenziale) resiste da decenni, anzi cresce. A me la definizione non piace per nulla. La trovo inutilmente tronfia.
Questo curioso fenomeno del Rock Sinfonico (qui una scheda essenziale) resiste da decenni, anzi cresce. A me la definizione non piace per nulla. La trovo inutilmente tronfia.
Dico subito la mia opinione: il sedicente Rock Sinfonico ha visto nel passato forse un paio di episodi di un qualche interesse, ma nella maggioranza dei casi distrugge le migliori qualità di ciascuno dei due linguaggi musicali, e sprofonda inevitabilmente nel maelström della tamarraggine, della quale io indicherei qui un notevole esempio, forse tra i più preclari.
giovedì 18 agosto 2011
Quale genio della musica ha composto la sigla di Radio Parlamento??
Chi ha come me sulle spalle un discreto numero di primavere forse ricorda Tribuna Politica, a cura di Jader Jacobelli. Questa trasmissione televisiva , in onda sulla RAI fin dagli anni '60, consisteva in un ordinatissimo, disciplinatissimo, austero dibattito tra esponenti politici e giornalisti, moderato dal suddetto J.J., del quale è memorabile anche la garbata ma esilarante imitazione che ne faceva il compianto Alighiero Noschese.
La "sigla" musicale introduttiva di Tribuna Politica, che potete ascoltare qui, consisteva di una nobile, severa melodia, elegantemente fiorita in contrappunto a due voci.
domenica 14 agosto 2011
FENOMENOLOGIA DI FREAK ANTONI
VA RISCOPERTA L'ATTUALITA' DELLA ELABORAZIONE TEORICO/POLITICA DEL GRANDE PENSATORE EMILIANO
Oggi è il 14 agosto. Sono in città. Già questo non è un gran bel vivere, capirete.
Ancora in mutande (chiedo scusa alle signore) mi affaccio speranzoso alla mia pagina sul Social Network e ci trovo pressochè solo deprimenti appelli, proteste, constatazioni sconsolate sulla manovra economica approvata ieri dal governo...ai quali partecipo svogliatamente, più che altro per dovere civile.
Poi, in mezzo ai tanti commenti, spunta un miracoloso post che mi apre una prospettiva inedita, una possibile fuga dalla malinconia, un modo per svoltare la giornata. Il post, inviatomi da un Maurizio che non conosco ma "seguo", e che qui ringrazio di cuore, dice:
"Quando si tocca il fondo – come diceva il buon Freak Antoni, simpatico leader del gruppo demenziale degli Skiantos – quello è il momento in cui si comincia a scavare..."
Oggi è il 14 agosto. Sono in città. Già questo non è un gran bel vivere, capirete.
Ancora in mutande (chiedo scusa alle signore) mi affaccio speranzoso alla mia pagina sul Social Network e ci trovo pressochè solo deprimenti appelli, proteste, constatazioni sconsolate sulla manovra economica approvata ieri dal governo...ai quali partecipo svogliatamente, più che altro per dovere civile.
Poi, in mezzo ai tanti commenti, spunta un miracoloso post che mi apre una prospettiva inedita, una possibile fuga dalla malinconia, un modo per svoltare la giornata. Il post, inviatomi da un Maurizio che non conosco ma "seguo", e che qui ringrazio di cuore, dice:
"Quando si tocca il fondo – come diceva il buon Freak Antoni, simpatico leader del gruppo demenziale degli Skiantos – quello è il momento in cui si comincia a scavare..."
venerdì 12 agosto 2011
"You too can lead like the great conductors!"
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TED (Technology, Entertainment, Design) è una organizzazione nonprofit nata nel 1984 negli Stati Uniti e "devoted to ideas worth spreading". I TED Talks sono pubbliche conferenze tenute con linguaggio semplice e divulgativo da esperti e protagonisti di ogni disciplina, dalle scienze alle arti, e caratterizzate da un approccio originale e creativo.
Tra quelle dedicate alla musica, questa mi è piaciuta particolarmente. Con spirito e garbata ironia, ma senza risparmiare una frecciata (forse inutilmente velenosa) a Riccardo Muti circa la sua uscita dal Teatro alla Scala, Talgam confronta lo stile di alcuni grandi direttori come Kleiber, Muti, Strauss, Bernstein, soffermandosi in particolare sulla loro attitudine psicologica verso l'orchestra, il loro personale modo di coinvolgere gli strumentisti nell' interpretazione.
giovedì 11 agosto 2011
CONTRO le contaminazioni con il "folk"
"Da Bregovic a Einaudi successo folk nella musica"
"ANCHE GLI AUTORI PIU' SOFISTICATI TENTATI DALLA TRADIZIONE"
Così titola un articolo sul Corriere della Sera .
"Contaminazioni" : io la odio da sempre, questa parola. Mi fa venire in mente un contagio, un'epidemia, e in un certo senso è proprio così. Mettere a casaccio il cromosoma di una musica dentro l'altra senza sapere come funzionano, quali sono le loro origini, dinamiche genetiche, significati profondi, non può che creare mostri musicali. Ed è esattamente ciò che troppo spesso si ascolta in giro. Esperimenti musical/genetici andati a male, deformi, mostruosi....
"ANCHE GLI AUTORI PIU' SOFISTICATI TENTATI DALLA TRADIZIONE"
Così titola un articolo sul Corriere della Sera .
"Contaminazioni" : io la odio da sempre, questa parola. Mi fa venire in mente un contagio, un'epidemia, e in un certo senso è proprio così. Mettere a casaccio il cromosoma di una musica dentro l'altra senza sapere come funzionano, quali sono le loro origini, dinamiche genetiche, significati profondi, non può che creare mostri musicali. Ed è esattamente ciò che troppo spesso si ascolta in giro. Esperimenti musical/genetici andati a male, deformi, mostruosi....
mercoledì 10 agosto 2011
"La musique classique était la musique pop de son époque. Liszt était une rock star"
(Un punto di vista forse banale, minimale: ma convincente!)
extraits d'un entretien avec Vestard SHIMKUS / Pianiste, interprète et compositeur
extraits d'un entretien avec Vestard SHIMKUS / Pianiste, interprète et compositeur
Pensez-vous que la musique classique soit en train de se démocratiser actuellement ?
Je l’espère. Dans l’histoire, la plupart de la musique classique a été composée comme une forme de divertissement populaire. Subtile, de haute qualité et souvent incroyablement créative, elle est aussi bien un divertissement pour les cours des nombreux châteaux que pour un large public. Liszt était une rock star de son époque, et les mélodies de Mozart étaient fredonnées à tous les coins de rue de Vienne. Cette musique était pensée pour être populaire et démocratique. Aujourd’hui, ça dépend surtout du musicien lui-même (et de son énergie sur scène), qu’il veuille ou non que la musique classique devienne attrayante pour un large public.
Classical (Pakistani) music needs more respect!
Mentre qui in occidente, in nome della world music montiamo dei "pastiches" musicali fatti con ingredienti di tutto il mondo - ma il risultato è quasi sempre indigesto, va detto - ecco che in Pakistan, ad esempio, i musicisti classici si lamentano che la loro musica tradizionale vada persa perchè "tutti vogliono diventare rock star".
E' un po' come per la cultura dell'ecologia: mentre il mondo "sviluppato" riscopre le proprie radici culturali, il Km zero e, talvolta, la decrescita, quello "emergente" distrugge e dimentica la propria identità per adottare valori importati, tarocchi. IDENTITA', una parola molto di moda oggi. Ma cosa significherà mai, esattamente?
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E' un po' come per la cultura dell'ecologia: mentre il mondo "sviluppato" riscopre le proprie radici culturali, il Km zero e, talvolta, la decrescita, quello "emergente" distrugge e dimentica la propria identità per adottare valori importati, tarocchi. IDENTITA', una parola molto di moda oggi. Ma cosa significherà mai, esattamente?
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